Piriongo l’artista

Piergiorgio Leonforte aka Piriongo è un artista istintivo che indaga le possibilità artistiche offerte dai nuovi mezzi digitali.
Egli si muove ecletticamente in un paesaggio onirico dalle potenzialità infinite, in scenari dove reale e surreale tendono a convergere .
Piriongo è un illustratore con un alta sensibilità estetica, tesse scenari capaci di avvolgere lo spettatore con le suggestioni grafiche di personaggi e mondi fantastici, colorati, olografici, fluenti.
I suoi disegni sono surreali e onirici, propongono provocazioni emotive e intellettuali su aspetti inediti della realtà.
E’ sempre un’emozione che lo spinge a creare; una volta che l’emozione ha preso una forma, allora ne ritrova il contenuto, lo sottolinea, lo evidenzia, ci gira intorno con i colori.
Guardarsi negli occhi è un modo semplice ed essenziale per scambiare emozioni.
Non è solo guardare negli occhi degli altri, ma soprattutto guardarsi dentro.
Un gioco che provoca, che attira, e che respinge, l’occhio nell’occhio.
All’interno delle sue opere prendono forma i molteplici segni dell’interiorità, quelle tracce che in modo quasi rituale dei soggetti neri che generano segni e simboli, bocche, occhi, fiori, cuori, alberi, palazzi, stelle, lune, nuvole, cieli azzurri,animali.
Egli crea delle opere in cui esiste un’ampia gamma cromatica e un dinamismo delle forme e dei soggetti.
Soggetti caratterizzati dalle ali, dalle aureole, dalle corone, espressione del cosiddetto “Fallen Angel World”, gli angeli caduti dal Paradiso.
La corona rappresenta l’ascesa, l’equilibrio creativo e spirituale.
Essi diventano l’essenza della neutralità, vedono il mondo con pacata calma e razionalità, chiusi nei loro caratteri introversi e schivi e nel contempo vengono banalizzati in maniera ironica.
Contrapposto a ciò nelle sue opere c’è inoltre un caos nell’ordine, dove il “caos” rompe creativamente gli schemi di un “ordine” precostituito.
Con il suo universo rutilante e semplice, esprime principalmente un’anima pop- digitale.
Uno degli aspetti più interessanti è il suo legame con Andy Warhol, Keith Haring, Basquiat ravvisabile proprio nella vicinanza e similarità delle sue idee riguardanti il senso dell’Arte e della Pop-Art.
Warhol, Haring, Basquiat: tre personalità, tre voci diverse e complementari che esprimono quel modo tutto nuovo di concepire l’arte.
Warhol è la mente, il genio smaliziato che con le sue immagini-icona ripetute all’infinito elabora soggetti “alti”, impegnati, densi di tensione e pathos, oppure soggetti “bassi”, leggeri, banali.
Li rielabora in una sorta di motivo grafico, che viene variato e moltiplicato. Vira le immagini, le solarizza, ottenendone le diverse varianti cromatiche.
Haring è l’artista bambino, leggero e ingenuo alla ricerca di un sorriso anche nelle tele più disperate.
I suoi pupazzetti, le sue figure stilizzate e surreali esplicitano un vero proprio pensiero di vita.
Basquiat è la rabbia, che si trasforma in segni e colori violenti.
L’elemento che però contraddistingue l’arte di Basquiat è essenzialmente l’utilizzo delle parole, inserite nei suoi dipinti come parte integrante, ma anche come sfondo, cancellate, a volte anche per attrarre l’attenzione dello spettatore.
Piriongo nel suo progetto artistico, sembra quasi voler ereditare la loro arte, sintomo di una simpatia estetica forte e di una profonda comunione di intenti.
Piriongo con il suo atteggiamento multimediale non frappone alcun limite tra la sua arte, la sua creatività e la vita, l’accadere giornaliero: egli si esprime liberamente con il disegno e la grafica, come con la fotografia, il video e la performance. Tutto concorre alla sua opera d’arte.

recensione di Simona Licata


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